L'articolo che segue è l'interpretazione tradizionale del canto ebraico chag gadja, che si canta la sera di Pasqua; riassume la storia del popolo israelitico.

 

1. Un capretto, un capretto che mio padre comprò per due zuzim. Un capretto, un capretto.

 

Secondo la tradizione ebraica il padre cui si fa riferimento nel canto è il Dio di Abramo, che regnava in solitudine prima della creazione di ogni cosa. Il capretto è invece lo stesso Abramo, che fu comprato per due soldi. La prima strofa rappresenta quindi Dio solo con sé stesso, come era prima della creazione.

 

2. E venne il gatto, che mangiò il capretto, che mio padre comprò...

 

Il gatto rappresenta il regno di Babilonia. Nimrod, il re di Babilonia che odiava il creatore e il suo messaggero Abramo, venne e mangiò il capretto. La tradizione ebraica infatti racconta che il profeta fu gettato nelle fiamme di una fornace ardente, da cui uscì però miracolosamente come una nuova creatura.

 

3. E venne il cane, che morse il gatto, che...

 

Il cane simboleggia il terzo regno, quello del faraone, che morse il gatto di Babilonia. L’Egitto superò Babilonia nella potenza senza mai affrontare uno scontro militare diretto. Per questo motivo ‘morse’, ma non mangiò l’avversario.

 

4. E venne il bastone, che picchiò il cane, che...

 

Il bastone è la verga che Dio consegnò a Mosè per colpire gli egizi. Lo strumento prodigioso che si tramutava in serpente, toccava le acque del Nilo per tramutarle in sangue e spezzò, infine, la dura schiavitù. Simboleggia il quarto regno, quello di Israele sulla propria terra, dove gli ebrei, sotto il segno dello scettro (di nuovo il bastone) del regno di Giuda costruirono il santuario di Gerusalemme. Fino a quando non venne il fuoco...

 

5. E venne il fuoco, che bruciò il bastone, che...

 

Quando il popolo ebraico si allontanò dall’insegnamento della Torà, il libro sacro, un leone di fuoco scese dal cielo, prendendo le forme del regno babilonese di Nabuccodonosor e bruciando il bastone (il potere temporale) di Israele. Il tempio fu divorato delle fiamme, gli ebrei deportati in schiavitù. E contro il fuoco non c’è altro rimedio che l’acqua...

 

6. E venne l’acqua, che spense il fuoco, che...

 

Il sesto regno è quello di Persia e di Media, le cui fortune si sollevarono come le onde del mare sommergendo la potenza di Babilonia. le loro voci ruggiscono come le onde marine, scrive il profeta Geremia riferendosi alla Media.

 

7. E venne il bue, che bevve l’acqua, che...

 

Il toro è il segno celeste che secondo la tradizione ebraica contraddistingue le fortune della Grecia. Il bue ricorda anche il vitello d’oro, a causa del quale Israele ha perso il rapporto con Dio nel deserto. Il toro della Grecia macedone si bevve in un sorso l’acqua della Media.

 

8. E venne il macellaio, che uccise il bue, che...

 

Il destino del bue di Macedonia finì nelle mani del macellaio di Roma. Nessun’altra cultura più di Roma, secondo la tradizione ebraica, è tinta con maggior decisione nel rosso del sangue. Roma rappresenta il dominio della cultura materialistica.

 

9. E venne l’angelo della morte, e uccise il macellaio, che...

 

Gli ebrei credono che l’arrivo del Messia sarà preceduto da un periodo di grande confusione, durante il quale l’ordine naturale è destinato ad essere sovvertito. Il materialismo rappresentato da Roma sarà percorso da una rapacità che lo condurrà all’autodistruzione, fino a divenire l’angelo della morte nei suoi stessi confronti. Ma da questa caduta risorgerà la dinastia messianica del re Davide.

 

10. E venne l’unico, benedetto egli sia, e uccise l’angelo della morte, che uccise...

 

Alla decima strofa il cerchio si chiude. Anche l’istinto di fare il male (l’angelo della morte) sarà sradicato. Allora Dio asciugherà le lacrime da ogni viso e riprenderà possesso del suo regno. Solo quando il circolo sarà completo la gioia potrà regnare in un riconciliato rapporto fra l’uomo e il suo creatore.

 

 

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