COGLI
LA PRIMA MELA
Bella
che così fiera vai
non
lo rimpiangerai
cogli
la prima mela...
Bella
che così fiera vai
non
ti pentire mai
cogli
la prima mela...
Danzala
la vita tua
al
ritmo del tempo che va
ridila
la tua allegria
cogli
la prima mela.
Bella
che così fiera vai
non
lo rimpiangerai
cogli
la prima mela...
Bella
che così fiera vai
non
aspettare mai
cogli
la prima mela...
Stringilo
forte a te
l'amico
che ti sorriderà
e
fortuna a chi se ne va
cogli
la prima mela...
Se
tu sei cielo
è
a te che tornerò
e
sul tuo seno
le
ali piegherò...
Per
il mio sonno sei notte
e
sole al mattino
e
tiepida pioggia
sulla
terra che ho.
Se
tu sei vento
vento
di mare...
prima
tempesta
e
poi riparo.
Il
tuo passo leggero
mi
segue sulla via,
sei
tu che cammini
sulla
terra che ho.
Se
tu sei tempo
con
me tu passerai,
bella
stagione,
profumo
mi darai...
e
vendemmia per noi
L'autunno
che verrà,
poi
le foglie cadranno
sulla
terra che ho.
Ma
tu sei cielo
e
a te io tornerò
e
del tuo seno
il
nido mi farò...
sei
la strada accogliente
che
il mio passo sa già
e
sei vento, sei tempo,
sei
la terra che ho.
Era
una festa d 'estate
e
dodici anni lei compì,
fu
la prima volta che
negli
occhi un uomo la guardò...
Curava
l'orto di suo padre
e
a guardarla lui si fermò:
era
uno strano uomo che
quel
che sapeva le insegnò.
E
l'oro ora lei nella sabbia sa trovare,
in
lucido argento la cenere mutare...
un
corvo nero sarà, fuoco folletto se
solo
lo vorrà
e
quando lei canterà farà la luna trasalire.
un
corvo nero sarà, fuoco folletto se
solo
lo vorrà
Quello
che c'è da sapere di questo mondo ora sa:
quello
che è stato già,
tutto
quello che sarà.
Era
una festa d'estate
il
giorno che passò di là
e
fu la prima volta che
negli
occhi un uomo la guardò...
Era
una festa d'estate,
felice
lei lo seguì,
lasciò
la casa di suo padre
e
per amore se ne andò.
E
all'alba ora lei a piedi nudi sa ballare,
e
strane erbe lei in fondo ai pozzi sa trovare...
un
corvo nero sarà, fuoco folletto se
solo
lo vorrà
e
quando lei canterà farà la luna trasalire.
un
corvo nero sarà, fuoco folletto se
solo
lo vorrà
Quello
che c'è da sapere di questo mondo
ora
sa:
quello
che è stato già,
tutto
quello che sarà.
Donna
ti voglia cantare
donna
la madre, donna la fine
donna
sei roccia, donna sei sabbia
e
a volte nuvola sei...
Donna
sei acqua e sei fiamma
donna
paura, donna allegria
donna
saggezza, donna follia
e
a volte nuvola sei...
Donna,
donna sei l'ombra
donna
sei nebbia, donna sei l'alba
donna,
donna di pietra
a
volte nuvola sei...
Donna,
donna l'amica
donna
sei nave, donna sei terra
donna,
donna sei l'aria
e
a volte nuvola sei...
Donna
sei sete e vendemmia
donna
sei polvere, donna sei pioggia
donna
saggezza, donna follia
a
volte nuvola sei...
Donna
ti voglio cantare
donna
sei luce, donna sei cenere
donna
sei ansia, donna sei danza
e
a volte nuvola sei...
Donna,
donna sorgente
Donna
sei erba, donna sei foglia.
donna,
donna sei pietra
e
a volte nuvola sei...
Calde
notti l'estate con sé
ci
ha portato già
rossi
fuochi hanno acceso
su
ogni campo per ballare...
Della
raccolta è il dolce tempo
da
domani il grano cadrà
e
curiosa anche tu
ti
chiedi chi ti coglierà...
Son
tornati sui campi
in
lunghe file per ballare
fino
all'alba hai spiato
i
loro fuochi da lontano...
Della
raccolta è il dolce tempo
la
calda estate finita è già...
e
curiosa anche tu
aspetti
chi ti coglierà...
Sei
la spiga più bella
che
hanno scordato di tagliare
sei
la mela più alta
che
nessuno mai raggiungerà...
Passato
è il tempo della raccolta
la
calda estate finita è già
e
curiosa ancora tu
ti
chiedi chi ti coglierà...
E'
il volto tuo che ho disegnato,...
chino
per terra io l'ho dipinto:
ho
usato il nero per i tuoi occhi
e
bianca sabbia per la tua pelle.
Quando
la pioggia l'avrà lavato
e
i tuoi colori confuso,
quando
il vento sarà passato
sarò
alla fine guarito.
E'
il volto tuo che ho disegnato,
mi
son seduto ed ho aspettato:
ho
usato il nero per i capelli
e
rossa sabbia per la tua bocca.
Verrà
la pioggia e lo laverà,
confonderà
i tuoi colori,
quando
il vento sarà passato
sarò
alla fine guarito.
La
casa sua il signore di Baux
l'ha
costruita sui sassi...
La
casa sua il signore di Baux
l'ha
costruita sui sassi...
Passi
di mille cavalieri
segnano
i suoi sentieri,
vegliano
dall'alto nella notte
gelidi
i suoi pensieri...
La
casa sua il signore di Baux
l'ha
costruita sui sassi...
Gemono
nel sonno i suoi cani
sognando
della caccia,
siede
a banchetto la sua dama
lo
sguardo assorto...
fuoco
e calore nelle sue sale
danze,
colori e allegria,
canti
e rumori, suoni di risa
nella
tua casa, signore di Baux.
La
casa sua il signore di Baux
l'ha
costruita sui sassi...
e
ancora lei rimane là
e
guarda passare gli anni...
voli
di uccelli verso il mare,
l'ombra
dei suoi pensieri,
ha
imbiancato le sue sale
il
vento salato...
fuoco
e calore nelle sue sale
danze,
colori, allegria,
canti
e rumori, suoni di risa
nella
tua casa, signore di Baux.
Il
Gufo e il Pavone «
"Non
è il pavone che mi prenderà
mi
hanno data al gufo che con se mi porterà.
Ora
e per sempre sia malanno a voi
sarà
il grigio gufo cieco che
io
seguirò".
"Il
tuo pavone d'oro perderai
un
'altra mano le sue piume sfiorerà,
il
tuo pavone d'oro perderai
ed
al suo nido il gufo cieco seguirai...".
"Ora
e per sempre sia malanno a voi
sarà
il grigio gufo cieco che mi prenderà,
si
è fatto il nido là in mezzo ai rovi
e
lo so con quelle spine io mi ferirò.
"Il
tuo pavone d'oro perderai,
in
un altro nido lui riposerà,
da
un 'altra mano l'acqua prenderà
il
tuo pavone d'oro che mai più tu avrai...".
"L'ho
addormentato nella culla
e
l'ho affidato al mare,
che
lui si salvi o vada perduto
e
mai più non ritorni da me".
L'hanno
detto giù nelle cucine;
la
voce ha risalito le scale
e
tutta la casa ora lo sa:
ieri
notte piangeva un bambino.
L'hanno
detto giù nelle cucine
e
tutta la casa lo sa
che
ieri lei aveva un bambino
e
che oggi lei non l'ha più.
"Adesso
alzati e dillo a me,
lo
so che avevi un bambino,
tutta
la notte ha pianto e perché
ora
tu non l'hai più con te".
"L'ho
addormentato nella culla
e
l'ho affidato al mare,
che
lui si salvi o vada perduto
e
mai più non ritorni da me".
"Adesso
alzati, vieni con me
questa
sera andremo in città,
lava
le mani, lavati il viso,
metti
l'abito grigio che hai".
L'abito
grigio non indossò
per
andare quella sera in città,
vestita
di bianco la gente la vide
davanti
a se passare.
"La
scorsa notte dalla mia padrona
le
ho pettinato i capelli
poi
mio figlio ho addormentato e
l'ho
affidato al mare"...
Non
lo sapeva certo mia madre
quando
a sé lei mi stringeva
delle
terre che avrei viaggiato,
della
sorte che avrei avuta.
"L'ho
addormentato nella culla
e
l'ho affidato al mare,
che
lui si salvi o vada perduto
e
mai più non ritorni da me".