IL
DITO E LA LUNA
Testi di Giorgio Faletti
Soltanto
l'erba sull'altopiano
è
verde un po' di più
ma
non c'è da pensarci su
non
c'è da stenderci su la mano
cercando
di capire
qual'è
il punto dove colpire
tic-tac
tic-tac
per
ogni geometria
tic-tac
tic-tac
ci
vuole fantasia
C'e
una luce che luna non è
in
un buio che notte non è
e
una voce che voce non è
che
non parla ma parla di me
D'improvviso
mi brucia la mano
l'aria
verde del panno sul piano
tic-tac
ed
il gioca si porta via
rotolando
la vita mia
Ecco
perché si trattiene il fiato
finché
si resta giù
e
per sempre vuol dire mai più
tic-tac
tic-tac
per
ogni geometria
tic-tac
tic-tac
ci
vuole fantasia
C'e
una luce che luna non è
in
un buio che notte non è
e
una voce che voce non è
che
non parla ma parla di me
e
di colpo mi sfiora la mano
l'erba
verde di questo altopiano
tic-tac
ed
il gioco si porta via
rotolando
la vita mia
Ho
capelli lunghi ed ispidi
che
non smettono
di
crescere mai
come
un piumino di solletico
da
far ridere anche il cielo
pelo
e contropelo
e
dentro un viso fatto ad anfora
c'e
un'anima
che
scivola via
dagli
occhi aguzzi che trasformano
in
un fatto naturale
la
comica finale
Sono
un buffone
lo
sai perché
non
c'è nessuno
magro
come me
sono
un buffone
un
fatto a sé
fra
quel che c'è e che non c'è
quando
mi vedrai
mi
avrai visto invano
se
il mio nome
non
sai qual' è
sono
Stan Laurel e a volta ho pianto dal ridere
L'altro
ha baffi corti ed ispidi
che
non smettono
di
crescere mai
come
il pennello che usa a radersi
quando
ce n'è un velo
pelo
e contropelo
e
quel cappello troppo piccolo
e
un'anima
che
rotola via
su
piedi grandi che trasportano
un
tratto personale
nella
comica finale
Sono
un buffone
lo
sai perché
non
c'e nessuno
grasso
come me
sono
un buffone
un
fatto a se
fra
quel che c'è e che non c'è
quando
mi vedrai
mi
avrai visto invano
se
il mio nome
non
sai qual'è
Oliver
Hardy e a volte ho pianto dal ridere
C'è
un sipario che s'alza e un sipario che cala
si
consuma la corda e la tela
se
per noi vecchi attori e vecchie attrici
i
ricordi si fan cicatrici
non
è il senno di poi che ci aiuta a correggere
con
il tempo ogni errore che nel tempo si fa
mentre
ancora chi guarda nel silenzio allibito
già
sussurra "L'artista è impazzito"
come
i gatti di notte sotto stelle sbiadite
crede
forse di aver sette vite
quando
invece col dito indicare la luna
vuole
dir non averne nessuna.
C'è
una sedia da sempre nella fila davanti
riservata
per noi commedianti
perché
mai la fortuna ch'è distratta e furtiva
ha
avvertito la sera che arriva
nella
cinta se mai altri buchi da stringere
e
allargare un sorriso se è così che si fa
con
la luce che scende col sipario che cala
si
consuma la corda e la tela
si
divide d'un tratto da chi ha solo assistito
chi
indicava la luna col dito
e
ogni volta lo sciocco che di vite ne ha una
guarda
il dito e non guarda la luna
Han
spento lucciole e lanterne
messo
il leone nella gabbia
scambiato
il fumo con la nebbia
domani
il circo se ne va.
Le
stelle accese nella tenda
sono
tornate dei fanali
i
clown degli uomini normali
domani
il circo se ne va.
Passato
il giorno della festa
ritorneremo
a misurare
quel
posto vuoto sul piazzale
domani
il circo se ne va.
Passato
il giorno della festa
ci
resta il piccolo calvario
di
spazi vuoti al calendario
domani
il circo se ne va.
Han
messo via le luminarie
smontato
tutto pezzo a pezzo
soldati
e bimbi a metà prezzo
domani
il circo se ne va.
Nel
lampo breve di un istante
forse
era solo un'illusione
l'uomo
sparato dal cannone
domani
il circo se ne va.
Passato
il giorno della festa
resta
un ricordo eccezionale
un
manifesto lungo il viale
domani
il circo se ne va.
Passato
il giorno della festa
ci
sono a far da spazzatura
lustrini
fra la segatura
domani
il circo se ne va.
Solo
l'orchestra del silenzio
che
non ha posto per partire
rimane
a farci divertire
domani
il circo se ne va.
Per
ogni matematico
c'è
un senso d'infinito
nel
dar la caccia ai numeri
già
sfuggenti di per sé
c'è
un sogno pitagorico
che
a me non è servito
adesso
che
nel
due per tre
so
cosa 6 per me
Per
ogni matematico
che
non si è mai pentito
d'aver
sbagliato un calcolo
ch'è
già grave di per sè
rimane
un senso logico
che
a me non è servito
adesso
che
nel
tre più tre
so
cosa 6 per me.
Per
ogni matematico
finisce
l'infinito
se
a confermar la regola
è
l'eccezione di per sé
ma
resta un caso unico
che
a me non è servito
adesso
che
nell'io
più te
so
cosa 6 per me.
Questa
volta la voce
è
rimasta dov'era
in
un posto nascosto
chiuso
dentro di me
e
ho dipinto il silenzio
sul
mio corpo di uomo
il
suono di un gesto
come
un tuono sarà
Le
mie mosse coperte
dal
silenzio assoluto
che
da solo è abbastanza per parlare di me
disegnando
nell'aria
tutto
ciò che non c'era
con
la forza che serve
per
mostrarti che c'è
E'
vestito di bianco
o
vestito di nero
così
falso nel vero che più vero non c'è
e
vestito di scuro sullo sfondo del buio
darò
ad ogni parola
l'importanza
che ha
e
il silenzio lo dirà
Questa
volta la voce
è
rimasta dov'era
che
nessuno capisca che mi muovo per te
si
è fermato per sempre
nel
mio corpo di cera
che
al tuo caldo respiro
cera
sciolta sarà
E'
vestito di bianco
o
vestito di nero
così
falso nel vero che più vero non c'è
e
vestito d'azzurro sullo sfondo del cielo
darò
ad ogni pensiero
l'importanza
che ha
e
il silenzio lo dirà
Il
bruco non ce l'ha
la
mela non ce l'ha
il
ramo non ce l'ha
e
l'albero non ce l'ha
la
cassetta non ce l'ha
piena
di mele non ce l'ha
ed
anche il camion non ce l'ha
l'uso
dell'amore
l'amo
non ce l'ho
il
sughero non ce l'ha
lo
lenza non ce l'ha
la
canna non ce l'ha
il
cestino non ce l'ha
pieno
di pesci non ce l'ha
e
anche il fiume non ce l'ha
l'uso
dell'amore
Dicono
che c'è
dicono
com'è
senza
dire mai
cosa
ne puoi fare
dicono
dov'è
dicono
quand'è
mo
e' un mistero in sè
l'uso
dell'amore
dicono
di te dicono di me
e
non sanno che
io
lo imparerò da te
tu
lo imparerai da me
la
cruna non ce l'ha
e
l'ago non ce l'ha
il
filo non ce l'ha
il
punto non ce l'ha
e
l'abito non ce l'ha
pieno
di tasche non ce l'ha
anche
l'armadio non ce l'ha
l'uso
dell'amore
Dicono
che c'è
dicono
com'è
senza
dire mai
cosa
ne puoi fare
dicono
dov'è
dicono
quand'è
mo
e' un mistero in sè
l'uso
dell'amore
dicono
di te dicono di me
ora
che lo so da te
ora
che lo sai da me
l'America
ce l'ha
l'Africa
ce l'ha
e
l'Asia ce l'ha
l'Antartide
ce l'ha
Atlantide
ce l'ha
se
pure non l'aveva già
tutto
il mondo ha
l'uso
dell'amore
I
miei occhi sono nero carbone
in
un volto di neve
non
capisco né come o perché
so
soltanto che son cieco di te
Le
mie orecchie son le dita dei rami
che
ora graffiano il cielo
non
capisco né come o perché
so
soltanto che son sordo di te
Non
ci sarò
quando
verrai
a
cercarmi nel sole
che
la tua vita non è la mia
io
sarò già andato via
Le
mie labbra sono sassi di fiume
che
sorridono al gelo
non
capisco né come o perché
so
soltanto che son muto di te
E
ho una rossa carota per naso
presa
in terra al mercato
non
capisco né come o perché
ma
mi manca il profumo di te
Non
ci sarò
quando
verrai
a
cercarmi nel sole
che
la tua vita non è la mia
io
sarò già andato via
Dal
mio viso che il ghiaccio ha fermato
in
un solo pensiero
mentre
io non capisco né come o perché
tu
capisci che son pazzo di te
Non
ci sarò
quando
verrai
a
cercarmi nel sole
che
la tua vita non è la mia
io
sarò già andato via
Scende
verso il basso tutto quello che sale
qualche
volta è un trucco che però non vale
e
rimane appeso qualche istante su ma poi torna giù
Anche
il peso lieve di una piuma scende
se
c'è un soffio d'aria che se la riprende
per
follia di vento può salire su ma poi torna giù
Così
sia per me
ma
non me ne curo
io
che sono il chiodo
e
sono il filo appeso al muro
così
sia per te
se
ti attiro io
dolce
peso, dolce amor mio
Scende
verso il basso tutto quello che sale
se
restasse in alto non sarebbe uguale
questo
mondo appeso
che
così ho disteso dai tuoi piedi in giù
Scendi
su di me
se
ti attiro io
dolce
peso, dolce amor mio
VITA
QUOTIDIANA DI UNO SPETTRO
C'è
un cigolio di mobili e di tarli
e
come un senso dell'eternità
in
un castello con torrette e merli
ch'erano
nuovi nell'antichità
E
un po' di sano menefreghismo
è
quasi una necessità
anche
in assenza di metabolismo
per
chi abita nell'aldilà
Peggio
per me
meglio
per te
sono
presente con la mia assenza
ma
se non sai perché
peggio
per te e meglio assai per me
E
penso a te che pensi a me
pensandomi
al passato
tu
che respiri e non lo sai
che
sono nel tuo fiato
e
non capisci che non è
il
tuo ma il mio sorriso
che
nello specchio accende te
e
se davvero tu non sai che c'è
peggio
per te e meglio assai per me
E
sono qui sul pelo dello stagno
che
luccico di ambiguità
e
sto nell'acqua eppure non mi bagno
perché
succede non si sa
e
ribadisco che il menefreghismo
non
è piacere ma necessità
in
questo tempo di perfezionismo
è
scegliere la libertà
Peggio
per me
meglio
per te
c'è
una mancanza per ogni stanza
ma
se non sai di chi è
peggio
per te e meglio assai per me
E
penso a te che non lo sai
o
non lo vuoi sapere
e
se mi vedi come mai
tu
non lo fai vedere
se
gioco ad essere con te
la
cipria sul tuo viso
e
ti coloro un po' di me
e
se davvero tu non sai perché
peggio
per te e meglio assai per me
Per
un uomo al lavoro
con
il caldo implacabile di luglio
ti
do il rosso sbadiglio
di
un papavero senza utilità
per
due conti sbagliati
ecco
un conto che torna
per
il nero che annulla
ecco
il blu che scontorna
Per
un uomo di cuore
ti
darò un cuore senza uomo
se
ne senti il bisogno
lo
darai a chi ancora non ce l'ha
per
due anime perse
solamente
un'anima buona
per
un uomo spietato
niente
che lo perdona
tutto
quello che vedi
tutto
quello che c'è
non
ti serve un nemico
se
un amico sono per te
già
possiedo ogni cosa
ma
ne voglio avere di più
già
possiedo ogni cosa
però
voglio quello che hai tu
...tutto
quello che hai tu
Per
il volo malato
di
avvoltoi che girano intorno
posso
darti il ritorno
da
ogni viaggio che invece non ce l'ha
per
due uomini sani
posso
darti un uomo ferito
anche
se nel frattempo
sarà
morto oppure guarito
tutto
quello che vedi
tutto
quello che c'è
non
ti serve un nemico
se
un amico sono per te
già
possiedo ogni cosa
ma
ne voglio avere di più
già
possiedo ogni cosa
però
voglio quello che hai tu
...solo
quello che hai tu
C'è
quest'aria
ancora
insanguinata di parole
che
ho parlato io
e
i sogni che ho sognato e disegnato,
c'è
la casa, il sole, l'albero,
l'uomo
accanto all'albero
con
lei
La
stessa che ho voluto
qui
con me
e
se c'è ancora luce grazie a Dio
sul
silenzio mio
se
troppo ho immaginato e camminato
ma
con occhi da sorprendere
e
un cuore per comprendere
se
mai
tutto
quel che ho avuto
E
se dovrò cucirmi addosso anch'io
lo
strappo al velo di un addio
però
confesso
che ho vissuto